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Torino ImmobiliareTorino · Piemonte
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La collina

La linea della nebbia e cosa fa ai prezzi della collina

Duecento metri di quota valgono in questa città più che in quasi ogni altra d'Italia. La ragione è meteorologica e si vede nei dati delle compravendite.

Marco Bertolino · 27 maggio 2026 · 6 min

La città vista dalla collina boscosa in autunno, la Mole Antonelliana al centro e le Alpi oltre i tetti

Torino sta all'estremità occidentale della pianura padana, in una conca chiusa su tre lati dalle montagne. In tardo autunno e in inverno l'aria fredda si deposita in quella conca e non si muove: la città passa giorni interi sotto un coperchio di nebbia mentre la collina sopra è in pieno sole.

Chi ha vissuto uno di quegli inverni non ha bisogno di spiegazioni. Chi arriva da Milano o dall'estero di solito sì, ed è la singola informazione locale che più spesso cambia il quartiere in cui una persona finisce per comprare.

L'effetto sul prezzo è misurabile. Confrontando case indipendenti comparabili sulla collina torinese, i lotti sopra i 250 metri circa mantengono un premio dell'otto-dodici per cento rispetto a lotti equivalenti sulla parte bassa del pendio. È un premio stabile da un decennio, leggermente allargatosi negli ultimi due inverni nebbiosi.

Non è un pasto gratis. Quote più alte significano strade di accesso più ripide, allacciamenti più lunghi e una possibilità concreta di restare bloccati dalla neve per un giorno o due ogni inverno. La raccolta rifiuti si ferma a certi punti della collina. I corrieri sono inaffidabili sopra il primo tornante. Il premio paga il sole e fa pagare la scomodità.

Ai clienti diciamo di venire due volte: una a giugno, quando tutti si innamorano della collina, e una a gennaio, quando si scopre com'è la strada. Chi compra dopo la visita di gennaio non è quasi mai chi rivende entro cinque anni.