Quartiere
San Salvario, via per via
Due vie parallele, in questo quartiere, possono essere due cose completamente diverse. Guida a quale è quale, e perché la differenza vale circa il quindici per cento.
Marco Bertolino · 11 febbraio 2026 · 6 min

San Salvario è il quartiere più frainteso di Torino, soprattutto perché se ne parla come se fosse un posto solo. Non lo è. La fascia vicino a Porta Nuova e quella vicino al parco del Valentino distano quattrocento metri e circa il quindici per cento al metro quadro, e dopo le nove di sera non si somigliano per niente.
Il lato parco — via Ormea sotto corso Marconi, via Argentero, le vie attorno all'orto botanico — è residenziale e tranquillo. Case d'epoca, cortili, alta quota di proprietari residenti e il Valentino in fondo alla via. È la parte che si è rivalutata.
Il lato stazione è un'altra città: più economica, più rumorosa, più di passaggio, con un mercato degli affitti trainato dalle locazioni brevi. Lì si guadagna, e abbiamo clienti che lo fanno, ma è una proposta d'investimento più che un posto dove la maggior parte degli acquirenti vuole vivere.
In mezzo corre via Madama Cristina, che ha il mercato e gran parte della vita quotidiana del quartiere. Gli stabili sul lato del mercato prendono rumore dalle sei del mattino, quando si montano i banchi; quelli un isolato più indietro no.
L'altro asse che conta è via Berthollet e il polo della movida che le sta intorno. Ottimo se avete venticinque anni. Meno ottimo un giovedì all'una di notte se non li avete. A ogni cliente diciamo la stessa cosa: qualunque cosa dica l'annuncio, percorrete la via vera di venerdì sera prima di firmare. Ci vuole un'ora e ha fatto cambiare idea a più clienti di qualsiasi foglio di calcolo abbiamo mai prodotto.