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Iter

Comprare dall'estero: l'iter italiano, passo per passo

Proposta, compromesso, rogito — e il codice fiscale che serve prima di tutti e tre. Cosa deve fare davvero un acquirente straniero, e in che ordine.

Chiara Vinci · 19 marzo 2026 · 9 min

Un portico storico di notte: tavolini del caffè sotto le volte accanto all'insegna al neon di un caffè Martini

L'iter di acquisto italiano è più formale di quello britannico o americano e considerevolmente più sicuro per l'acquirente, perché il notaio è un pubblico ufficiale con doveri verso entrambe le parti e non il rappresentante di una sola.

Prima di tutto serve il codice fiscale. È gratuito, lo rilascia l'Agenzia delle Entrate o un consolato italiano all'estero, e senza di esso nulla procede: né conto corrente, né utenze, né acquisto. Se lo richiedete tramite consolato mettete in conto due o tre settimane.

Il primo passo vincolante è la proposta di acquisto, un'offerta scritta accompagnata da un assegno a titolo di deposito, di solito l'uno-tre per cento. Se il venditore la sottoscrive, il contratto c'è. Chi è abituato al sistema inglese, in cui nulla vincola fino allo scambio dei contratti, rilegga la frase.

Segue il compromesso, il contratto preliminare, tipicamente quattro-otto settimane dopo. Il deposito sale al dieci o venti per cento nella forma della caparra confirmatoria: se recedete la perdete, se recede il venditore ve ne deve il doppio. Registrare il compromesso all'Agenzia delle Entrate costa qualche centinaio di euro e vi protegge dal rischio che l'immobile venga venduto o ipotecato nel frattempo. Noi lo registriamo sempre.

Il rogito, l'atto definitivo, si firma davanti al notaio. Se non parlate italiano fluentemente il notaio richiederà un interprete giurato e, nella maggior parte dei casi, un secondo testimone: non è facoltativo e conviene organizzarlo per tempo, non la settimana prima.

Costi da mettere a budget oltre al prezzo: imposta di registro al due per cento del valore catastale per la prima casa e al nove per cento negli altri casi, onorario notarile all'incirca uno-due per cento, provvigione di agenzia del tre per cento più IVA e circa seicento euro per una perizia tecnica. Un acquirente straniero deve inoltre aspettarsi che la propria banca chieda la documentazione sull'origine dei fondi con largo anticipo sul bonifico.